the house of the jealous lover

mercoledì, dicembre 21, 2005

È il periodo delle cene di natale: ieri sera è toccata alla cena di negozio, ricerca frenetica del posto, suggerimenti, veti, e le solite persone che devi pregarle di partecipare, neanche avessero chissà che cosa da fare e chissà quali motivi per snobbare…

Ieri sera siamo andati in un locale a Milano; da fuori sembrava un posto tristissimo, ma scese le scale,siamo stati accolti da un bel soffitto di mattoni e dal bancone scuro: sospiro di sollievo,già mi vedevo accecata da qualche luce al neon e da una selva di tovaglie rosa.

Ci sediamo, e scattano i soliti meccanismi del gruppo: noi capi in mezzo (mai isolarsi!), cassiere da una parte (si tengono il posto tra di loro)e addetti vendita dall’altra:un insolito maschi contro femmine.

Dal momento che il vino non è di mio gradimento, sono costretta a restare sobria e allora  mi dedico a uno dei miei hobby preferiti: osservare la gente.

Davanti a me c’è la nuova allieva: gran cervello, davvero, viso e corpo da ragazzina (oddio, ha 24 anni, è una ragazzina!) tutta tirata, neanche stesse andando a chissà quale party mondano; restiamo tutti stupiti dal suo look, ce la aspettavamo in jeans e scarpe da tennis, come al solito.

Poi c’è il mio capo, gran bel ragazzo, che ripete almeno 10 volte che questa sera è  a casa da solo, sua moglie lavora; non fossi fidanzata, ne approfitterei volentieri.

Fossi la moglie, invece, gli metterei un bel guinzaglio a strozzo, come si fa coi cani che non stanno al passo, ma tirano troppo.

C’è l’addetto vendita che si è appena separato, e che sembra che non si sia divertito mai così tanto nella sua vita; c’è la mia collega, che già al primo bicchiere di vino si struscia ai suoi sottoposti, dimentica del fatto che a lavoro si fa chiamare dottoressa, quando tutti ci chiamiamo per nome.

C’è il gruppo delle cassiere, che nonostante l’età massima sia intorno ai 35 anni, sembrano tante nonne, odorose di naftalina, che impregna dei tailleur improbabili, titubanti sui gnocchetti allo zafferano, e in fase di delirio quando il cantante intona Battisti.

E infine ci sono io, che non vedo  l’ora di andarmene a casa.

Buone cene aziendali a tutti, e godetevi le vacanze, voi che potete.

 

postato da nimu3 14:54 | commenti (2)

sabato, ottobre 23, 2004

e così finalmente abbiamo deciso di vivere insieme, seriamente.

lui ha lasciato la sua casa, deve svuotarla entro la fine del mese, e io gli ho fatto spazio nell'armadio.

ieri sera, quando mi ha detto che aveva chiamato il suo padrone di casa per dirgli che lasciava la casa ho avuto una fitta di paura.
sono 10 mesi che viviamo insieme, ma adesso è diverso; è un passo importante...
se ci penso mi viene l'ansia...



postato da nimu3 16:00 | commenti (8)

domenica, settembre 19, 2004

ve l'ho detto che sono andata a fare rafting???

postato da nimu3 19:26 | commenti (19)

sabato, settembre 18, 2004

cosa fai tu, perchè io mi fidi di te?
mi hai mai detto che mi ami?
mi hai mai detto che sono bella?
mi hai mai detto che senza di me ti senti perso?
mi hai mai detto che quando non ci sono ti manco da morire?

mi dici che non devo essere gelosa.
gelosa io?

mi dici che la mia gelosia è immotivata
gelosa io?

io non sono gelosa, io.

ecco.

neanche un po'.

cosa credi, che stia qui a pensare a cosa starai facendo adesso che sei lontano e io sono a casa, nella mia casa, che adesso è anche un po' tua?
giammai!

sono qui che penso a cosa starai facendo, bastardo, adesso che sei lontano, e io sono qui, sola, a casa, a pensare a cosa starai facendo.
vaffanculo, ecco.

 









postato da nimu3 00:57 | commenti (2)

mercoledì, giugno 23, 2004

Come si fa a dire di no ai propri genitori?
Ieri, quando mio papà mi ha fatto i suoi occhioni dolci, non ho saputo resistere e mi sono offerta volontaria ad accompagnarli a Linate, stamattina.
Dimenticavo un dettaglio: alle 6 e mezza, massimo, dovevano essere in aeroporto.
Un dettaglio da niente, considerando che sono andata a letto all'una e mezza, dopo una pessima partita dell'Italia.
Quando alle 6 ho citofonato ai miei, loro sono scesi, belli pimpanti e felici (come biasimarli, anche io lo sarei alle 5 del mattino, se stessi per farmi 15 gg in Sardegna...).
Dopo 3 minuti mia mamma già sclerava perchè aveva lasciato tutti gli accendini a casa e moriva dalla voglia di una sigaretta. Odio che mi si fumi in macchina, tra l'altro.
Butto un occhio all'orologio, 6.05.
Se mi muovo, riesco a tornare a casa alle 6 e mezza e dormire almeno altre 2 ore; impercettibilmente il piede si fa più pesante sull'acceleratore.
Sono in tangenziale, i 130 km/h mi sembrano una velocità di crociera più che corretta;  non faccio in tempo a pensare a questa cosa che subito mio padre mi dice: "Ma non puoi rallentare? preferisco arrivare vivo in aeroporto, ma in ritardo, piuttosto che morto".
Dettagli.
Mia madre gli fa da coro, e io stramaledico il momento in cui gli ho detto di sì.
Rallento, di molto poco, giusto per evitare che al babbo venga un infarto.
Intanto in tangenziale il traffico aumenta (santiddio, sono le 6 e 15 e già c'è casino...); potrei sapere quando la macchina davanti a me rallenta anche senza guardare la strada: mio padre pigia sul fondo della macchina col piede destro, come se stesse guidando lui, mentre con l'altra mano è attaccato alla maniglia della macchina, come un passeggero del Titanic al salvagente.
"Ma non puoi stargli più lontano a quello davanti?? Esistono le distanze di sicurezza!"
Ebbasta!!!! Sono 10 anni che ho la patente, non ho mai preso una multa, mai fatto un incidente: so cosa sono le distanze di sicurezza.
Ok, forse guido un po' veloce, ma mi ricordo dei viaggi in macchina con papà per andare al mare, 180 fissi in corsia di sorpasso!
Lo svincolo per Linate è davanti a me, lo imbocco e finalmente la Sacra Famiglia scende dalla macchina e va a prendere questo benedetto aereo.
Chissà se mio padre avrà detto anche al pilota di rallentare...
Ho girato la macchina, e in 8 minuti sono arrivata a casa, mi sono spogliata al volo e mi sono ributtata sotto le coperte, erano ancora tiepide...























postato da nimu3 09:35 | commenti (5)

lunedì, giugno 21, 2004

Quando ero piccola era l’uscita dalla scuola il venerdì, la pastafrolla col cioccolato mentre aspettavamo il pulman che ci portava a casa.

Era il tappeto coi fiori, e la sedia ribaltata che faceva da astronave, era la tovaglia di pizzo, il mobile bar con dentro gli sciroppi, la pasta al forno più buona di tutte.

Era guardare “lo chiamavano trinità” con una lampada accesa sopra il televisore e tutte le luci spente, erano le diecimilalire regalate per ogni bel voto, erano i ravioli fatti a mano la vigilia di Natale.

Era l’estate passata al mare, a sognare come sarebbe stato bello quel giardino, se avessimo potuto farlo come lo volevamo noi.

Era la focaccia al formaggio mangiata dopo il bagno in mare, il rebus della settimana enigmistica, l’odore di borotalco.

Erano i racconti di quando papà era piccolo, di quando io ero piccola e il nonno mi portava fuori da quella villetta a vedere i nani di Biancaneve e quel cocker che scodinzolava.

Erano i ricordi della Gill e di quando aveva mangiato una vespa, era il rossetto appoggiato alla specchiera in anticamera.

Era quello spazio nell’armadio pieno di cappelliere, ognuna delle quali conteneva un qualche meraviglioso cappello anni 60.

Era quel portagioie pieno di collane di perle e di bijoux che il nonno aveva portato dall’africa e con cui mi agghindavo, giocando a fare la signora.

Erano i regali per la befana, la lavagna coi pennarelli, il bar di candycandy, che se schiacciavi il pulsante si muovevano le palline di polistirolo nel frullatore.

Erano i guanti in capretto, la pelliccia in cincillà, i sandaletti estivi e le calze con la giarrettiera.

Erano i pomeriggi passati dalla tua parrucchiera, a guardarti mentre ti lavavano i capelli e ti mettevano i bigodini, era girare come una forsennata sulle poltroncine girevoli mentre tu eri sotto il casco.

Era l’anello col topazio, la collana con la medaglietta dell’ariete, gli orecchini di perle.

Erano le veneziane verdi sul balcone, le violette africane, le begonie e i fiori di vetro.

Era il caffelatte con le fette biscottate e la crusca, le spezie in cucina, le fragole col vino.

Erano i baci che ti davo quando venivo a trovarti e il rumore dell’ascensore quando andavo via.

Erano un sacco di cose, adesso sono dei ricordi.

Grazie.

 

postato da nimu3 18:36 | commenti (6)

mercoledì, giugno 16, 2004

è passato un mese, dall'ultima volta che ho scritto.
mi sembra passata una vita.



postato da nimu3 15:44 | commenti (2)

venerdì, maggio 07, 2004

yawn

postato da nimu3 18:10 | commenti (5)

venerdì, aprile 30, 2004

The Cranberries - Pretty

You're so pretty the way you are. 

You're so pretty the way you are. 
And you had no reason, 
To be so insolent to me. 
You're so pretty the way you are. 

La, la, you got to say it if you want to, 
But you won't change me. 
La, la, you got to say it if you want to, 
But you won't change me. 

You're so pretty the way you are. 
You're so pretty the way you are. 
And you had no reason, 
To be so insolent to me. 
You're so pretty the way you are. 

La, la, you got to say it if you want to, 
But you won't change me. 
La, la, you got to say it if you want to, 
But you won't change me. 

postato da nimu3 00:40 | commenti (1)

giovedì, aprile 29, 2004

le cose belle prima o poi finiscono...
quelle meno belle, anche.

ecco.

ho la bruttissima sensazione di non avere il controllo della situazione... sentimentalmente parlando, la situazione non esiste più; lavorativamente parlando, lavoro troppo. decisamente.

aiuto...

 


postato da nimu3 23:55 | commenti (5)